Recensione Lelit Anna PL41TEM
Come ci finanziamoVoto 8,5 e il massimo in tazza, lo stesso della Gaggia che sta una fascia sotto. La differenza sono due strumenti sul frontale, e uno va letto bene.
La Lelit Anna PL41TEM prende 8,5 nel nostro punteggio e il massimo in tazza, lo stesso della Gaggia Classic Evo Pro che sta una fascia sotto. Il salto di prezzo compra PID e manometro, cioè costanza. Sul PID però serve chiarezza: Lelit scrive che controlla la temperatura in caldaia, e i proprietari la misurano diversa da quella che arriva al caffè.
Tipologia
Dati chiave
- Macinacaffè integrato
- No
- Sistema latte
- Lancia a vapore
- Riscaldamento
- Caldaia singola
- Serbatoio acqua
- 2.7 l
- Potenza
- 1000 W
- Dimensioni
- 23 × 38 × 34 cm
Fascia premium: materiali e costanza da uso quotidiano intenso, con un salto di prezzo che va giustificato.
La Lelit Anna PL41TEM fa lo stesso caffè della Gaggia che costa una fascia meno. Il nostro punteggio le dà 8,5 e il massimo in tazza; alla Gaggia Classic Evo Pro dà 8,4 con lo stesso massimo. In tazzina è pareggio. Il sovrapprezzo compra due strumenti sul frontale, un display PID (un termostato elettronico che tiene il grado invece di oscillare) e un manometro. Uno dei due però mostra un numero che parecchi leggono male: c'è chi imposta 96 gradi e si ritrova 101 sul display, e non è un guasto.
Il numero sul display è quello della caldaia
Lelit lo scrive nella propria scheda tecnica in cinque parole: PID controllo temperatura in caldaia. Nella descrizione del display ripete lo stesso concetto, cioè che permette di gestire la temperatura della caldaia. Non c'è nessuna sonda dentro il gruppo, e nemmeno nell'acqua che tocca il caffè. Il numero che leggi mentre aspetti è quello di 250 ml d'ottone, misurato dove Lelit ha messo il sensore.
La distanza fra quel numero e la tazza appartiene al progetto, e riguarda qualsiasi caldaia di questa taglia. Su home-barista un utente di lungo corso lo spiega bene: fra resistenza, tubo, acqua e sonda passa un ritardo tutt'altro che breve, la resistenza continua a cedere calore anche dopo che la pompa si è fermata, e in una caldaia piccola l'acqua fredda in arrivo si mescola solo in parte con quella già calda. Caldaia minuscola e regolazione fine, dice, sono una coppia difficile.
Questo non toglie niente allo strumento. Un termostato meccanico oscilla di parecchi gradi e resta muto su dove si trova; il PID te lo dice e lo tiene stretto. Ma se compri la Anna aspettandoti di leggere sul display i gradi che arrivano al caffè, quello che c'è nella scatola è un'altra cosa.
Due Anna, due comportamenti: quanto si aspetta fra un caffè e l'altro
Il dato utile non è il grado impostato, è il tempo che la macchina ci mette a tornarci dopo un caffè. E qui i proprietari misurano cose diverse. Sempre nella discussione su home-barista, chi ha una PL41TEM impostata a 96 gradi racconta di vedere il display salire a 101 subito dopo l'erogazione, restare lassù una trentina di secondi e impiegare circa due minuti e mezzo per rientrare.
Un altro proprietario, intervenuto nello stesso thread con il suo bersaglio a 93 gradi, cronometra il rientro completo in quaranta secondi. Poi rifà la prova a 96 e ottiene fra uno e un minuto e mezzo, il che gli suggerisce la spiegazione più semplice: più alto metti il bersaglio, più inerzia termica c'è da smaltire prima di tornarci. Un terzo, che ha una Lelit di sigla diversa, riferisce lo stesso comportamento del primo.
Tradotto in cucina, la temperatura che imposti decide anche quanto stai fermo. A 93 gradi fai due caffè di fila senza pensarci. A 96 il secondo o lo tiri subito accettando qualche grado in più, o aspetti fissando un display. In Italia si beve in gran parte tostato scuro, che gradisce la parte bassa della forbice: chi sta lì si porta a casa il vantaggio in tempo senza rinunciare a niente in tazza.
A cosa serve davvero l'ago del manometro
Il manometro misura la pressione di erogazione e Lelit segnala sul quadrante un'area verde come intervallo ottimale. È l'unico strumento della macchina che parla del caffè invece che dell'acqua, e va preso per quello che è: una diagnosi, non una regolazione. L'ago racconta cosa è appena successo dentro il portafiltro, e la correzione la fai tu girando una ghiera.
Il valore sta nel confronto fra due mattine. Se l'ago si pianta in alto e la tazzina non scende, la polvere è troppo fine o troppa. Se resta basso e il caffè esce a fiotto, sei largo di macinatura. Senza quel quadrante la stessa diagnosi si fa contando i secondi, che funziona ma richiede più tentativi.
Questa è la ragione seria per cui una manuale con gli strumenti costa di più di una manuale senza. Nel nostro metodo la ripetibilità pesa dentro il voto in tazza, e la Anna arriva al massimo insieme a poche altre.
Caldaia in ottone con PID sul display e manometro in facciata: la temperatura la imposti tu e la pressione in estrazione la vedi mentre succede. Un gradino sopra la Classic Evo, e si sente sulla ripetibilità più che sulla singola tazza.
- Qualità in tazza
- Facilità d'uso
- Rapporto qualità-prezzo
- Versatilità
- Manutenzione
Caldaia da 250 ml: pronta presto, e una bevanda alla volta
Duecentocinquanta millilitri d'ottone sono pochi, e questo ha due facce. La faccia buona è che la macchina scalda in fretta e occupa 23 centimetri di piano. La faccia scomoda è che una caldaia sola non può fare caffè e vapore insieme: monti il latte, poi estrai, oppure il contrario, con un'attesa in mezzo.
Sui tempi vanno distinte due cose, la spia e la macchina. La spia si accende presto; il gruppo, il portafiltro e l'ottone intorno ci mettono di più. La recensione di Coffeedant consiglia di calcolare otto o dieci minuti prima del primo caffè stabile, ed è una stima prudente che vale per qualsiasi macchina con questa struttura. Se il caffè delle 7 e 05 ti serve alle 7 e 05, quella è la sveglia della macchina, non la tua.
Il latte lo fa una lancia snodata con presa antiscottatura: snodo libero, altezza libera, il bricco entra dritto e il vortice te lo costruisci tu. Coffeedant misura circa 40-60 secondi per portare 200 ml di latte da frigo a temperatura da cappuccino, e descrive il vapore come sufficiente e non esuberante: una bevanda alla volta, due se sono piccole. Per una casa di due persone è la misura giusta; per una colazione di sei diventa una catena di montaggio.
Dove finiscono i soldi della fascia premium
Fra le 12 macchine che seguiamo, la Anna e la Gaggia Classic Evo Pro sono l'unica coppia che coincide su quattro dei cinque assi che valutiamo: stesso massimo in tazza, stesso 2 in facilità d'uso, stessa versatilità, stessa manutenzione. Si separano su un asse solo, il valore, dove la Gaggia prende 4 e la Anna 3.
Il paradosso apparente è che la Anna porta a casa il voto complessivo più alto delle due. La spiegazione sta nel peso della costanza: il voto tiene conto anche di quanto la macchina ripete quello che sa fare, e gli strumenti di serie lavorano esattamente lì. Il valore misura un'altra cosa, il rapporto fra quello che paghi e quello che finisce in tazza, e in tazza sono pari.
C'è poi una voce che sposta il conto e che sta fuori dalla scatola. Delle tre macchine di fascia premium del nostro listino, la Anna è l'unica senza né macine dentro né un sistema di cialde o capsule alle spalle: il caffè glielo dai tu già in polvere. Su un filtro a fori aperti la grana è la leva principale, quindi il secondo apparecchio entra nel budget dal primo giorno, e la recensione della Gaggia racconta perché vale mezza macchina. Sulla spesa quotidiana invece si sta comodi: in chicchi, al chilo, si viaggia a una frazione del costo della capsula, e il conto per sistema lo fa il calcolatore con i prezzi che paghi tu.
| LelitLelit Anna PL41TEMRecensione completa → | GaggiaGaggia Classic Evo Pro RI9481Recensione completa → | |
|---|---|---|
| Punteggio | 8.5 | 8.4 |
| Qualità in tazza | 5/5 | 5/5 |
| Facilità d'uso | 2/5 | 2/5 |
| Rapporto qualità-prezzo | 3/5 | 4/5 |
| Versatilità | 3/5 | 3/5 |
| Manutenzione | 3/5 | 3/5 |
| Tipologia | Manuale a portafiltro | Manuale a portafiltro |
| Sistema latte | Lancia a vapore | Lancia a vapore |
| Macinacaffè integrato | No | No |
| Fascia | Premium | Avanzata |
| Riscaldamento | Caldaia singola | Caldaia singola |
| Pressione | — | 15 bar |
| Vedi il prezzo |
È la pressione massima dichiarata dalla pompa, non quella di estrazione: l'espresso si fa intorno ai 9 bar, e i bar in più stampati sulla scatola non finiscono in tazza.
Gli accessori si chiamano LELIT57, e si cercano in inglese
Il gruppo è un LELIT57 e prende accessori LELIT57. Cinquantasette millimetri, non i cinquantotto che sono la misura più diffusa del settore: cestelli, docce, tamper e portafiltri a fondo cieco esistono, ma li scegli in un catalogo più stretto. Coffeedant lo mette per iscritto fra i limiti della macchina, e il confronto con la Gaggia è il posto dove quel millimetro viene pesato per bene.
Nella confezione i filtri sono due, da 7-9 grammi per la singola e da 14-18 per la doppia, più un filtro per cialde in carta, il pressacaffè e il cucchiaio dosatore. La forbice della doppia è larga abbastanza da reggere le dosi moderne senza comprare altro subito.
Poi c'è una cosa che abbiamo notato raccogliendo le ricerche italiane su questo modello, e che riguarda il dopo. Su dieci suggerimenti dell'autocompletamento italiano, l'unico in italiano è il nome nudo della macchina: tutti gli altri sono in inglese, dal manuale al tempo di riscaldamento alla misura del portafiltro. Chi compra questa macchina finisce a leggere in inglese, e vale la pena saperlo prima, perché è lì che stanno le risposte sugli accessori.
Se al posto della T trovi la PL41EM, manca una riga
Le due sigle si somigliano e le vedrai vicine. Mettendo a confronto le due schede tecniche di Lelit, l'elenco è identico riga per riga: stesso gruppo LELIT57, stessa elettrovalvola a tre vie che asciuga la pastiglia, stesso manometro, stessa caldaia in ottone da 250 ml, stessa tanica da 2,7 litri, stessi 23 per 38 per 34 centimetri e stessi 7,5 chili, stessa dotazione nella scatola.
L'unica riga presente sulla PL41TEM e assente sulla PL41EM è quella del PID. Il resto della macchina è lo stesso pezzo. Quindi la domanda da farsi davanti alle due sigle è secca: quanto vale, per te, impostare una temperatura invece di fidarti di un termostato. Se la risposta è poco, la sigla senza T fa lo stesso mestiere e te ne accorgi solo nei giorni in cui cambi caffè.
Quanto lavoro chiede la Lelit Anna, ogni giorno e ogni anno
Ogni giorno la Lelit Anna PL41TEM chiede un minuto scarso, e l'elettrovalvola a tre vie se ne prende una parte: scarica la pressione a fine erogazione, così la pastiglia esce asciutta e cade nel bidoncino tutta intera. Il resto sono tre gesti da imparare la prima settimana. Un risciacquo al portafiltro. Un soffio di vapore nella lancia appena riposto il bricco, prima che il latte si asciughi dentro. E la doccetta da svitare quando l'acqua comincia a scendere di traverso.
Il calcare è la voce che in Italia decide quanto vive una macchina. Con l'acqua di rubinetto media si sta su un ciclo ogni due o tre mesi, meno dove l'acqua è dura, e qui non c'è un display che conta i litri al posto tuo: la scadenza la tieni tu. Acqua in bottiglia a basso residuo fisso o un addolcitore nel serbatoio allungano gli intervalli parecchio.
Sul lungo periodo pesa da che parte è fatta. Lelit progetta e produce a Castegnato, in provincia di Brescia, e per chi compra in Italia questo vuol dire centri assistenza raggiungibili e ricambi che restano a catalogo: guarnizioni, doccette, pompe. Sulle manuali a portafiltro la riparabilità vale più di qualsiasi funzione stampata sulla confezione, perché è quello che decide se fra otto anni la macchina è ancora sul piano o in cantina.
Se la Anna è troppa macchina: cosa c'è sotto
Scendendo dalla Anna la strada corta è una sola nel nostro grafo, e vale il 68%: la Gaggia Classic Evo Pro. Quel numero dice che l'ossatura è la stessa e che per strada lasci gli strumenti, mentre la meccanica ti segue. Chi scende trova il portafiltro nella misura standard e una rete di ricambi più larga; chi resta compra la temperatura impostata al posto di quella indovinata.
- GaggiaGaggia Classic Evo Pro RI9481Recensione completa →
Due terzi della spesa per la stessa meccanica, senza gli strumenti che la rendono ripetibile.
Dove cede: Rinunci al PID e al manometro: la temperatura si indovina contando i secondi fra la spia e l'estrazione, e quello che succede dentro il portafiltro non lo vedi. Ottone e lancia seria ci sono su entrambe.
Quanto ci si avvicina68%
Un'alternativa più economica copre l'uso principale, non tutta la scheda: quasi sempre rinuncia a qualcosa che si sente ogni giorno. Il prezzo si verifica nel negozio.
Se anche la Gaggia sembra troppa, le alternative che reggono davvero partono da lì e scendono con criterio. E se il gesto ti piace ma il secondo apparecchio proprio non lo vuoi in cucina, la strada onesta è la cialda: la illy X1 toglie la macinatura dall'equazione e condivide con la Anna il 45%.
Le tre macchine con cui confrontarla
Quando questa macchina è la scelta giusta
L'8,5 di Lelit è il secondo voto più alto del nostro listino, e se lo prende con una tazza al massimo e due strumenti che la rendono ripetibile. Il rovescio è il 3 nel valore: paghi la fascia premium e ti resta da comprare il macinacaffè.
Se hai già un macinacaffè a macine e ti sei stufato di contare i secondi fra la spia e l'estrazione, questa macchina è decisa e puoi smettere di confrontare sigle. Se invece quello ti manca ancora, il primo acquisto è lui, e la scelta fra le due manuali può aspettare qualche settimana senza che tu perda niente.
A favore
- PID e manometro montati di serie
- Caldaia in ottone da 250 ml, scalda in fretta
- Elettrovalvola a tre vie, pastiglia asciutta
- Lancia snodata con presa antiscottatura
- Progettata e prodotta in Italia, ricambi reperibili
Contro
- Il PID controlla la caldaia, la tazza la deduci
- Macinacaffè da comprare a parte
- Gruppo da 57 mm, accessori meno diffusi
- Caldaia singola: caffè o vapore, mai insieme
- Facilità d'uso al minimo che assegniamo
Dove comprarla
FAQ, dal PID ai ricambi
Il PID della Lelit Anna cosa misura davvero?
La temperatura della caldaia. Lo scrive Lelit nella scheda tecnica della PL41TEM, e lì sta la sonda: il gruppo resta fuori dalla misura. Fra quel numero e l'acqua che tocca il caffè c'è una differenza che dipende da quanto la macchina è a regime e da quanto tempo è passato dall'ultimo caffè. Resta comunque molto meglio di un termostato meccanico, che oscilla di più e non ti dice mai dove sta.
Quanto ci mette la Lelit Anna PL41TEM a scaldarsi?
La spia si accende dopo pochi minuti, ma la macchina intera arriva a regime più tardi: Coffeedant consiglia otto o dieci minuti prima del primo caffè stabile. Il motivo è l'ottone del gruppo e il portafiltro agganciato, che scaldano per contatto e non per elettricità. Chi la usa tutti i giorni la accende mentre fa altro.
Che differenza c'è fra Lelit Anna PL41TEM e PL41EM?
Una riga di scheda tecnica. Confrontando le due pagine di Lelit, gruppo, elettrovalvola, manometro, caldaia in ottone da 250 ml, tanica da 2,7 litri, misure, peso e contenuto della confezione coincidono. Sulla PL41TEM compare in più il PID per il controllo della temperatura in caldaia. Se quella funzione non ti interessa, la sigla senza T è la stessa macchina.
Il portafiltro da 57 mm limita gli accessori?
Sì, e in modo concreto. Il gruppo è un LELIT57 e vuole accessori della stessa misura, mentre il grosso del mercato lavora sui 58 mm: cestelli di precisione, docce e portafiltri a fondo cieco per il lavaggio esistono anche qui, ma il catalogo è più stretto e spesso i venditori sono esteri. Coffeedant lo elenca fra i limiti della macchina. Non cambia il caffè che fa; cambia quante strade hai per modificarla dopo.
Si fa il cappuccino con la Lelit Anna PL41TEM?
Sì, a mano e bene. La lancia è snodata con presa antiscottatura, quindi il bricco entra dritto e il vortice si forma. Coffeedant misura all'incirca 40-60 secondi per 200 ml di latte da frigo, e giudica il vapore adeguato senza eccessi. La caldaia però è una sola: si monta il latte e poi si estrae, oppure il contrario, con un passaggio in mezzo. Per due cappuccini di fila va bene, per sei diventa un turno di lavoro.
Ogni quanto si decalcifica?
Con l'acqua di rubinetto media italiana, ogni due o tre mesi; più spesso dove l'acqua è dura. La macchina non conta i litri e non avvisa, quindi il promemoria è tuo. I cicli saltati sono la prima causa di morte prematura da queste parti: il calcare si deposita proprio dove il calore è più alto, cioè addosso alla resistenza.
Si trovano ricambi e assistenza in Italia?
Sì, ed è uno degli argomenti veri a favore. Lelit progetta e produce a Castegnato, in provincia di Brescia, e la rete di assistenza è nazionale. Guarnizioni, doccette e pompe restano a catalogo per anni su questa famiglia, e una manuale nasce per essere aperta con un cacciavite. Il metro giusto per giudicarla, quindi, è il decennio: la garanzia copre i primi due anni, gli altri otto li copre la reperibilità dei pezzi.
La Lelit Anna va bene come prima macchina a portafiltro?
Solo se hai già deciso che il portafiltro è la tua strada. In facilità d'uso la nostra scheda si ferma a 2, il minimo che assegniamo, e in tutto il listino ci arriva soltanto un'altra macchina: la Gaggia Classic Evo Pro. Quel numero descrive un progetto preciso, fatto di gesti che impari tu. Per iniziare costa meno sbagliare su una fascia più bassa; se invece sai già cosa stai comprando, gli strumenti di serie ti risparmiano il mese di tentativi.
Fonti consultate
Dove comprarla
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